Il Venezuela ha votato
Nicolas Madiro vince a fatica sul candidato della destra Henrique Capriles Radonski

Domenica 14 Aprile 2013, in Venezuela, l’erede di Chavez, Nicolas Maduro, ha vinto le elezioni presidenziali con 7.563.747 preferenze contro i 7.268.491 voti presi dal candidato dell’opposizione di destra Herique Capriles Radonski, che, sin dal primo momento, ha contestato il conteggio dei voti e, forte del consenso comunque ottenuto, ha scatenato le sue squadracce fasciste contro sedi del partito Partito Socialista Unito del Venezuela, il partito di Chavez, contro ambulatori popolari, dove operano medici cubani, e contro le radio popolari dei quartieri poveri, dove il chavismo in questi ultimi anni ha radicato la sua presenza politica e ideologica. Da tutto il Venezuela radio comunitarie, medici cubani e militanti chavisti denunciano assalti, violenze e intimidazioni da parte di gruppi di sottoproletari al soldo dell’opposizione di destra. Negli stati del Tachira e del Zulia gruppi armati hanno letteralmente assaltato e incendiato sedi del partito chavista e hanno bruciato libri, documenti e ritratti di Chavez e di Bolivar. Nel paese è in atto un vero e proprio tentativo destabilizzante della destra, per portare il paese allo scontro e alla guerra civile, dopo che il chavismo, orfano del suo grande trascinatore, quale è stato Chavez, sta dando segni di cedimento e perdita di consensi. Gli scontri, provocati e cercati dalla destra, hanno causato 7 morti, 61 feriti e 135 arresti per istigazione all’odio e alla ribellione. Toccante è stata la uccisione dell’operaio militante chavista José Luis Ponce, nel municipio di Baruta, nel quartiere popolare La Limonera. Ucciso mentre cercava di difendere un Centro di Salute Integrato (CDI) dagli assalti vandalici e per aver cercato di proteggere la vita dei medici cubani che qui lavorano quotidianamente al servizio del popolo. La crisi è scoppiata subito dopo il voto, dato che il leader dell’opposizione Capriles, battuto con il 48,95% dei voti, contro il 50,78% di Maduro ha denunciato in televisione presunti brogli ai danni del suo partito MUD (Tavola di Unità Democratica) e ha dichiarato che non riconoscerà i risultati finché i voti non verranno conteggiati di nuovo e ha invitato i suoi sostenitori a passare all’azione. Maduro ha dalla sua il sostegno di 3.000 osservatori internazionali che hanno dichiarato la correttezza del voto e l’affidabilità del sistema elettorale venezuelano odierno. Secondo l’osservatore Jimmy Carter, ex Presidente degli U.S.A. il sistema elettorale del Venezuela è uno dei migliori al mondo. Il fatto che la destra sta cercando lo scontro e stia tentando la pericolosa strada della guerra civile sarebbe dimostrato dal fatto che Capriles e altri capi della destra, come Leopoldo Lopez, abbiano inviato all’estero le proprie famiglie, prevedendo uno scenario da guerra civile, come quella a cui si assiste in questi mesi in Siria. Naturalmente dietro all’azione della destra venezuelana c’è senz’altro la lunga mano di Washington che vorrebbe riportare le fonti petrolifere in mano alle sette sorelle e sottrarle al governo venezuelano. In Venezuela si sta giocando una partita pericolosa, approfittando della perdita di una personalità carismatica quale è stata Chavez per tutto il continente latinoamericano, gli USA stanno cercando di riprendere le redini della regione, ma stavolta dovranno fare i conti con popolazioni che, in questi ultimi anni, hanno alzato il livello della loro coscienza politica e hanno fatto dell’anti imperialismo una delle loro principali azioni politiche .
Circolo Culturale Proletario di Genova
Aprile 2013